• Home
  • Temi
    • Società
    • Economia
    • Politica
    • Consumerismo
    • Lavoro
    • Sindacato
    • Costume
    • Cultura
    • Chiesa
      • Concilio Vaticano II
      • Spiritualità
      • Teologia
      • Comunità
      • Attualità
    • Aforismi
    • Poesia
    • UE
  • Pensieri e Parole
  • Podcast
  • Stampa e TV
  • L’autore
  • Contatti
  • Ultimi episodi

    • Una fede che non spiega tutto12 Luglio 2026 · 21:35
    • Chi si prende cura di chi cura28 Giugno 2026 · 25:10
    • Il rumore e la parola14 Giugno 2026 · 18:42
  • Seguimi su

  • Home
  • Temi
    • Colonna 1
      • Società
      • Economia
      • Politica
      • Consumerismo
    • Colonna 2
      • Lavoro
      • Sindacato
      • Costume
      • Cultura
    • Chiesa
      • Concilio Vaticano II
      • Spiritualità
      • Teologia
      • Comunità
      • Attualità
    • Colonna 4
      • Aforismi
      • Poesia
      • UE
  • Pensieri e Parole
  • Podcast
  • Stampa e TV
  • L’autore
  • Contatti

Milano, il ritorno dei riformisti: solo un Pd aperto e di governo può ricostruire un centrosinistra credibile

27 Ottobre 2025

Solo un partito riformista, capace di unire cattolici, socialisti, liberali e mondi civici, può guidare una coalizione ampia e costruire un programma di governo equilibrato e credibile per il Paese

A Milano, il 24 ottobre, nella sala dei Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti, si è respirato un clima che il Partito Democratico non conosceva da tempo: quello del confronto autentico, della politica che non urla ma ragiona, che non cerca nemici ma soluzioni.

Il convegno “Crescere. Il contributo dei riformisti” ha segnato una svolta silenziosa ma profonda. È stato il momento in cui i riformisti del Pd hanno deciso di rompere il silenzio e di rimettere al centro un’idea semplice e dimenticata: solo un partito riformista, radicato nelle sue culture originarie e capace di aprirsi ai mondi liberali e centristi, può tornare a governare il Paese.

Per troppi anni, il Pd ha smarrito il senso della propria missione: unire, non dividere.

L’incontro di Milano lo ha ricordato con chiarezza. Non si è parlato di correnti né di leadership, ma di contenuti e visioni. Al centro del dibattito, guidato da Lorenzo Guerini, Graziano Delrio, Pina Picierno, Lia Quartapelle, Giorgio Gori, Simona Malpezzi e Beppe Sala, c’erano temi concreti: crescita, salari, welfare, scuola, intelligenza artificiale, Europa, sicurezza.

È riemersa un’idea di partito come ponte tra culture, non come spazio identitario chiuso.

Il Pd nacque così: dall’incontro tra la tradizione cattolico-democratica, la cultura socialista e laburista, e il pensiero liberale-progressista. Culture diverse, ma accomunate dall’idea che la politica sia servizio, costruzione di giustizia e libertà. Quel patrimonio oggi va recuperato, aggiornato, reso vivo: non come memoria, ma come metodo.

Come ha detto Guerini, “il riformismo si costruisce nel Pd e per il Pd”. E Giorgio Gori ha aggiunto: “No al riformismo esternalizzato.” Perché la casa del riformismo, se vuole tornare ad essere credibile, deve essere quella del Pd. Ma un Pd rinnovato, inclusivo, capace di dialogare con le culture centriste e liberaldemocratiche e con tutte le energie produttive del Paese.

Riformismo non significa moderazione. Significa responsabilità.

Milano, il ritorno dei riformisti: solo un Pd aperto e di governo può ricostruire un centrosinistra credibile

Vuol dire guardare al futuro senza piegarsi né al populismo della destra né all’ideologismo della sinistra radicale. È la capacità di coniugare la dignità del lavoro con la libertà d’impresa, la giustizia sociale con la crescita, la solidarietà con l’innovazione.

A Milano sono arrivate proposte concrete: Tito Boeri ha rilanciato la fiscalizzazione dei contributi per i giovani, Simona Malpezzi ha parlato di una riforma profonda del calendario scolastico, Marianna Madia ha sottolineato il ruolo decisivo delle donne nella crescita, Francesco Longo ha denunciato le criticità del sistema sanitario.

Un mosaico di idee che restituisce al Pd la sua vocazione naturale: quella di forza di governo.

“Abbiamo rotto un silenzio colpevole”, ha detto Delrio chiudendo l’incontro.
Un silenzio che, negli ultimi anni, ha permesso che la voce del riformismo si spegnesse, lasciando spazio a un linguaggio politico urlato, identitario, poco credibile.

Lia Quartapelle ha tracciato una linea netta: “Siamo testardamente unitari, ma non con chi giustifica Putin.”

È il segno che il riformismo non si definisce per negazione, ma per coerenza.

L’unità non può essere un feticcio, deve poggiare su valori comuni: europeismo, democrazia liberale, difesa dello Stato di diritto, rispetto per la dignità umana.

In questo senso, l’incontro milanese ha avuto anche un valore pedagogico per il Pd.

Ha ricordato che la forza di un partito non sta nel sommare le differenze, ma nel farle dialogare.

Solo così può nascere una coalizione ampia e credibile, capace di coinvolgere forze liberali, cattoliche, socialiste e civiche intorno a un progetto di progresso condiviso.

Il messaggio dei riformisti è chiaro: il Pd non deve più inseguire la destra sul terreno dell’ordine né la sinistra radicale su quello della protesta.

Deve tornare a parlare a tutto il Paese, con un programma equilibrato, fondato su crescita sostenibile, innovazione, giustizia sociale e una visione europea forte.
Solo così potrà nascere una nuova alleanza di governo, capace di affrontare le sfide della transizione digitale, ambientale e demografica senza lasciare indietro nessuno.

Pina Picierno lo ha detto senza giri di parole: “Serve chiarezza dentro il Pd. Non bisogna avere paura di discutere, perché i congressi servono a questo: a decidere la linea politica.”
La chiarezza oggi non è una minaccia, ma una necessità democratica.

L’incontro di Milano non ha fondato una corrente, ma ha riaperto una stagione.
Una stagione in cui il riformismo torna ad essere il linguaggio della realtà, della mediazione alta, del futuro possibile.

Una stagione che rimette insieme ciò che la fretta, la paura e l’ideologia hanno diviso: le culture che diedero vita al Pd.

Da quella cattolico-democratica ha ereditato l’idea della persona al centro.
Da quella socialista, la giustizia e la solidarietà. Da quella liberale, la fiducia nella libertà e nella responsabilità individuale.

Solo ricucendo queste tre radici, il Pd potrà tornare a essere il partito che serve al Paese: una forza riformista, europea, di governo, capace di costruire un’Italia più giusta e moderna.

Milano, ancora una volta, ha indicato la via: non quella della nostalgia, ma quella del coraggio di ricominciare.

Immagine nel testo: Sala-Severgnini Barcolana 2016 di Maurizio Costanzo, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

beppe salagiorgio gorilorenzo guerinimilanopartito democraticoriformismo
Condividi

Politica

Pietro Giordano

Potrebbe interessarti anche

Non si combatte per Trump o Putin. Si difende l’Europa
18 Settembre 2026
Ventisette sovranità non fanno una potenza
17 Settembre 2026
Antisemitismo, DDL Delrio e la sinistra che dimentica ciò che ha votato
20 Luglio 2026

Lascia un commento


Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Ultimi episodi

    • Una fede che non spiega tutto12 Luglio 2026 · 21:35
    • Chi si prende cura di chi cura28 Giugno 2026 · 25:10
    • Il rumore e la parola14 Giugno 2026 · 18:42
  • Seguimi su

  • Iscriviti alla newsletter

    Controlla la posta (anche lo spam) per confermare l'iscrizione.

  • Tag

    alcide de gasperi amore annalisa di bella antisemitismo avvenire cattolicesimo democratico cgil cisl concilio vaticano ii democrazia dietrich bonhoeffer donald trump elly schlein fake news fede femminicidio gaza giorgia meloni giovani hamas immigrazione leadership leone xiv libertà movimento 5 stelle nato pace pacifismo papa francesco partito democratico poesia poesia romanesca populismo post-verità povertà preghiera razzismo riformismo sinodalità social network solitudine tuscia ucraina unione europea viterbo


  • Iscriviti alla newsletter

    Controlla la posta (anche lo spam) per confermare l'iscrizione.

  • Articoli recenti

    • La cura vale zero, finché non manca
      10 Ottobre 2026
    • La coscienza non si consegna a nessuno
      5 Ottobre 2026
    • Francesco ci piace, finché non ci chiede di cambiare
      2 Ottobre 2026
  • Articoli più letti

    • Giù le mani da San Paolo, il Vangelo non è propaganda da camerati
      20 Agosto 2026
    • Quando l’Europa dimentica perché è nata
      8 Agosto 2026
    • Adulti per il carcere, bambini per i social
      1 Agosto 2026

© Copyright - Pietro Giordano · Privacy Policy · Cookie Policy

Gestione del consenso

Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni sul dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o gli ID unici su questo sito.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari per lo scopo legittimo di consentire l'utilizzo di un servizio specifico espressamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o per il solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferences
The technical storage or access is necessary for the legitimate purpose of storing preferences that are not requested by the subscriber or user.
Statistiche
La memorizzazione o l'accesso tecnici utilizzati esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza una citazione, la conformità volontaria da parte del fornitore di servizi Internet, o record aggiuntivi da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate solo per questo scopo di solito non possono essere utilizzate per identificarvi.
Marketing
L'archiviazione o l'accesso tecnico sono necessari per i contenuti incorporati di terze parti (ad esempio i video di YouTube), che possono creare profili utente o tracciare la navigazione su più siti per finalità pubblicitarie e di marketing.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Vedi preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}