Una fede che non spiega tutto
Sul dubbio come parte della vita credente, non come sua interruzione
C’e’ un modo di presentare la fede come un sistema che risponde a tutto. Ordinato, coerente, senza residui. E’ un modo rassicurante, e secondo me e’ anche il piu’ pericoloso.
In questo episodio provo a distinguere due dubbi molto diversi fra loro: il dubbio che corrode e il dubbio che scava. Il primo toglie, il secondo approfondisce.
Cito, fra gli altri, l’esperienza di Madre Teresa di Calcutta, le cui lettere hanno rivelato decenni di aridita’ interiore — e che proprio in quegli anni faceva cio’ che sappiamo.
Trascrizione
Mi hanno chiesto una volta se avessi mai dubitato. La domanda era posta con una certa cautela, come si fa con le cose imbarazzanti.
Ho risposto di si', e ho visto sollievo sul volto di chi me lo aveva chiesto.
Credo che ci sia un equivoco diffuso: che la fede sia una specie di certezza rinforzata. Una convinzione tenuta ferma con piu' forza delle altre.
Ma chi ha attraversato davvero una vita credente sa che non e' cosi'. La fede assomiglia molto piu' a una fedelta' che a una certezza. E la fedelta', per definizione, riguarda i momenti in cui verrebbe voglia di andarsene.





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