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Pensare il futuro

22 Agosto 2017

E’ fortemente preoccupante il fascismo strisciante, intriso di razzismo, che si nasconde dietro il populismo i cui venti soffiano sull’Europa, nonostante la sconfitta della Le Pen in Francia.

Populismo capace di cavalcare i pregiudizi e l’ignoranza dell’elettorato.

L’ostilità diffusa nei confronti degli immigrati, l’ostilità nei confronti del libero scambio (chiusura delle frontiere, rifiuto dell’euro, ecc.), il rifiuto dello straniero, rappresentano i tasti che vengono pigiati per poter giocare sulle paure che attraversano orizzontalmente le popolazione europee e non solo.

Paure universali come l’aumento delle disuguaglianze, del debito pubblico, una crescita rallentata o inesistente in alcuni casi, il perdere il lavoro, i cambiamenti tecnologici, le crisi finanziarie, riescono ormai a mettere in discussione ogni istituzione ed ogni autorità civile o morale che sia, se essa è in controtendenza rispetto ai propri pregiudizio, alle proprie paure inconfessate.

Cosi politici come il Governatore della Liguria o Salvini contestano duramente il Papa perché invoca il riconoscimento della nazionalità per i neonati di ogni Paese, in nome dei Diritti Universali del Fanciullo e tali contestazioni scatenano la bolgia sui social, con frasi quali: che si limiti a fare il suo mestiere, li accolga in Vaticano, ecc.; poi ci sono i giornali che parlano alla pancia dei lettori, contestando il Papa e ogni realtà che considerano deleteria per una riconquista del Governo da parte del centro-destra; e ancora TV che proprinano servizi smaccatamente pro 5stelle e il loro populismo privo di contenuti, il tutto condito da odio, bugie, fak news e sopratutto paure.

Pensare il futuro

Certo certi populismi non mancano neanche all’interno di una sinistra ancora ferma al secolo scorso e che con slogan e teorie neo-comuniste, propinate da filosofi rampanti, si schierano contro il Capitale “brutto e cattivo” che, con l’immigrazione, importa manodopera a basso costo facendo concorrenza al ceto medio italiano ed europeo.

Così nascono le teorie di certe formazioni politiche che ipotizzano algoritmi per risolvere il problema economico del Paese, teorie drammaticamente ridicole come l’abusivismo di necessità, l’uscita dall’euro, il reddito di cittadinanza, o soluzioni a metà, come la doppia moneta.

Tutte soluzioni che trasferiscono un messaggio falso, ma tranquillizzante: l’abusivismo è un cancro, ma non certo il tuo che riguarda la necessità abitativa tua o di un tuo figlio con la seconda casa a mare; se non lavori non ti preoccupare, ti daremo un reddito di cittadinanza che ti consentirà di continuare a vivere senza fare nulla , certo i costi sono a carico della collettività, ma che importa; il tuo consumismo non è soddisfatto per colpa dell’euro, quindi si esce dall’euro, che importa se si ottiene il crac del Paese.

Da queste paure nasce la richiesta di “uomini puri e forti” capaci di spazzare via ogni istituzione del passato, a colpi di “vaffa” o di slogan già creati e amplificati da mass media compiacenti e finanziati adeguatamente da imprenditori dell’odio.

Solo la cultura con la C maiuscola può debellare i rigurgiti fascisti, che si celano dietro il populismo, non serve una contrapposizione che utilizza i sistemi e i metodi del populismo stesso. Non ci sono ricette miracolose che possono debellare le paure. Non è possibile fermare l’esodo biblico (magari con navi da guerra) dai Paesi poveri a quelli ricchi: si può e si deve regolare, sapendo che sarà inevitabile.

Bisognerà far capire che non sono gli immigrati a togliere il lavoro, ma le nuove tecnologie che finiscono con lo svuotare i tradizionali lavori del ceto medio, riempiendo quelli altamente professionalizzati (spesso attinenti a Internet ed ai servizi innovativi) e quelli a basso tasso di professionalità (personale di pulizia, badanti, ecc.). Bisogna però dare soluzioni che non sono mai a lungo termine, ma che richiedo riforme e cambiamenti nel tempo. Bisogna sopratutto recuperare un’etica collettiva che ha come base sempre quella personale.

In questo senso vale la frase di De Gasperi: “Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazioni”.

Immagine di copertina: European Parliament Strasbourg Hemicycle – Diliff di Diliff, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

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Società

Pietro Giordano

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