



Il profilo
Dalla FUCI al sindacato, dalla presidenza di Adiconsum all’impegno culturale nella Tuscia: un percorso tenuto insieme da una sola convinzione — che le persone non siano individui isolati, ma membri di una comunità.
Pietro Giordano nasce a Messina. Durante gli anni universitari aderisce alla FUCI – Federazione Universitaria Cattolica Italiana, diventandone successivamente Segretario Nazionale. È una tappa decisiva della sua formazione religiosa e politica.
Nella FUCI incontra il cattolicesimo democratico, il personalismo comunitario e l’idea di una fede capace di dialogare con la modernità. Si riconosce progressivamente nel pensiero di Emmanuel Mounier, Jacques Maritain, don Luigi Sturzo e Alcide De Gasperi, ma anche nella testimonianza di don Lorenzo Milani e nella capacità di maestri come Achille Ardigò e Pietro Scoppola di coniugare ricerca culturale e impegno civile.
A questa formazione si affianca la musica. Le canzoni di Fabrizio De André, Francesco Guccini e Francesco De Gregori diventano parte del suo immaginario umano e politico: un altro modo per comprendere le periferie, le fragilità, le ingiustizie e le speranze delle persone comuni.
La scelta sindacale nasce quasi naturalmente. Pietro Giordano entra nella CISL, lavorando prima tra i braccianti, poi tra gli edili e infine tra i lavoratori del commercio, del turismo e dei servizi.
La sua attività professionale si sviluppa prevalentemente nel mondo sindacale e della rappresentanza sociale. Nella Fisascat-CISL nazionale viene eletto Segretario Nazionale e si occupa di contrattazione, grande distribuzione, settore alberghiero, welfare aziendale, contrattazione decentrata e bilateralità.
È un’esperienza che consolida la sua convinzione che la tutela delle persone non possa limitarsi alla proclamazione dei diritti, ma debba costruire strumenti concreti di negoziazione, partecipazione e soluzione dei conflitti.
Nel 2011 viene eletto presidente nazionale di Adiconsum. Durante il suo mandato lavora per rafforzare il ruolo politico e sociale del consumerismo, cercando di superare una concezione del consumatore come semplice destinatario di assistenza.
Promuove una visione nella quale il cittadino-consumatore diventa protagonista delle scelte economiche, della sostenibilità e della responsabilità sociale delle imprese. Dedica particolare attenzione alla conciliazione paritetica, alla bilateralità e agli strumenti negoziali capaci di risolvere concretamente i problemi delle persone.
In quegli anni sviluppa anche la riflessione sul cosiddetto “voto col portafoglio”, approfondita nel rapporto con il professor Leonardo Becchetti: l’idea che le scelte di consumo possano diventare uno strumento di partecipazione democratica e di pressione collettiva nei confronti del mercato e delle imprese.
Una concezione del consumerismo non individualistica, ma politica nel senso più alto del termine, orientata al bene comune.
Conclusa l’esperienza ai vertici nazionali dell’associazione, va in pensione. Negli ultimi anni intensifica il proprio impegno culturale e civile, con particolare attenzione a Viterbo, alla Tuscia e al territorio di Orte.
Collabora con lafune.eu, giornale online per il quale scrive di politica, società, Chiesa, cultura e trasformazioni urbane. Nei suoi contributi si interroga sul futuro delle comunità locali e sulla necessità di ricostruire luoghi di partecipazione e legami sociali.
Tra i temi a lui più cari vi sono il dialogo, l’accoglienza, la democrazia liberale, il ruolo dei cattolici nella vita pubblica, la tutela dei più fragili e la capacità dei territori di immaginare il proprio futuro.
La sua riflessione continua a muoversi lungo un filo che unisce cristianesimo sociale, cultura liberale e riformismo: la convinzione che libertà e solidarietà non siano valori contrapposti e che nessuna autentica libertà possa esistere senza responsabilità verso gli altri.
Una vita attraversata da esperienze diverse, ma legate da una stessa idea: le persone non sono individui isolati, ma membri di una comunità.
È nella comunità, nel dialogo e nella capacità di costruire mediazioni che Pietro Giordano continua a cercare il senso del proprio impegno civile.

Il percorso
I riferimenti
Pensiero
Emmanuel Mounier, Jacques Maritain, don Luigi Sturzo, Alcide De Gasperi, don Lorenzo Milani, Achille Ardigò, Pietro Scoppola
Musica
Fabrizio De André, Francesco Guccini, Francesco De Gregori

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