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Consumi e moderazione

9 Settembre 2017

Finalmente l’Unione Europea ha vietato, a partire dal 2018, le bevande zuccherate nei distributori all’interno delle scuole.

Una lunga battaglia finalmente è stata vinta ed ancora non è finita, se si considera che al di fuori delle scuole queste bibite, piene di zucchero, continuano ad essere vendute e sopratutto acquistate.

Lo zucchero da sempre alletta i palati, facendoci diventare “dipendenti”; purtroppo ne sa qualcosa un non “magrolino” come me, che per anni, da bambino, adolescente e giovane, ha bevuto bevande iper-zuccherate che tutti noi conosciamo e che diventano sempre più sofisticate.

La battaglia, però, deve continuare lottando per un ulteriore abbattimento nei soft-drink (l’ultima riduzione del 12%, risale a 17 anni fa) di zuccheri che sono fonte di calorie altissime e quindi responsabili, per molti, dell’aumento dell’obesità infantile che dall’America, sempre di più, si estende anche in Europa.

Una sana alimentazione – anche se troppo spesso non ce ne rendiamo conto – non è solo la soluzione per una buona salute fisica e psichica, ma è anche un modo di rispettare l’ambiente.

Non bisogna però demonizzare i singoli alimenti, tranne che non siano nocivi, ma bisogna eliminare gli eccessi recuperando sobrietà ed equilibrio, per il bene della salute, dei costi sociali e dell’ambiente.

Consumi e moderazione

Certo non è facile mutare gli stili di vita e le abitudini alimentari, specie quelle delle nuove generazioni, quando si è bombardati da migliaia di spot televisivi che diffondono la pubblicità di noti fast food, di dolci, di bevande zuccherate, di caramelle, di cioccolatini e chi più ne ha più ne metta. Pubblicità ormai anche più invasiva, grazie ai social network.

Non è facile anche – ad esempio – fare comprendere che il consumo di carne – in aumento negli ultimi decenni, visto anche il miglioramento economico delle popolazioni di interi continenti e di intere zone del globo terrestre – comporta un modello industriale di allevamento intensivo, che genera veri e propri disastri ambientali in termini di inquinamento, spreco di acqua, deforestazione, cambiamenti climatici, perdita di biodiversità, ecc. Pochi sanno che per la produzione di un solo chilo di carne di manzo, sono necessari 15 kg di cereali e soia e 15mila litri di acqua e che tale produzione sprigiona 68kg di Co2eq. Così come, spesso, non si sa che il 50% della produzione agricola mondiale viene impiegata per l’alimentazione animale d’allevamento e che il consumo di carne in Europa è il doppio di quello globale e che quello di prodotti caseari è il triplo (Fonte: WWF).

Se tutto ciò è vero come credo sia vero, dobbiamo ricordarci, in ogni nostro atto, come ci rammenta anche Papa Francesco, che non siamo i proprietari e dominatori di “sorella madre Terra” e che quindi non siamo autorizzati a saccheggiarla, perché come ogni sorella, con la quale condividiamo la nostra vita, ci accoglie tra le sue braccia, ma protesta per il male che le provochiamo.

Immagine di copertina: Moka drink (2020) di Marcuscalabresus, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Immagine nel testo: An example of intensive "Strip" grazing in a field on the Loughgall to Armagh Road. – geograph.org.uk – 579384 di P Flannagan, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

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Consumerismo

Pietro Giordano

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