Mio padre non mi ha detto come vivere,
ha vissuto
e mi ha fatto osservare come lo faceva.
Ai padri dimenticati,
a quelli sfortunati,
ai padri addolorati,
a quelli negati.
A coloro che non lo sono mai stati, nonostante i figli
e a quelli che dai figli sono stati ripudiati.
Ai padri soli,
a quelli che mettono incinte le mamme dei cretini,
a quelli che son rimasti dei bambini….
Ai padri spirituali,
a quelli surrogati,
ai padri che parlano da padri ma non lo sono mai stati,
ai padri scappati,
a quelli ritornati
quelli infelici
insultati
derisi
abbandonati.

Ai padri generosi di carezze
di sguardi e di parole
e adesso muti,
rinchiusi negli ospizi.
Ai padri che danno la loro vita per salvare un figlio
che lo proteggono dal filo spinato
che lo portano lontano
dall’odio e dalla guerra.
A quelli che salgono sulle barche
per sfidare il mare
mettendo in gioco la loro vita.
A tutti quei padri
che stanno in piedi nella grotta
ed hanno come amici solo un asino ed un bue,
e salgono per caso sopra di un altare
un solo giorno all’anno
poi vengono dimenticati.
A mio padre,
al suo,
al padre di suo padre
ad ogni padre …..
auguri.
Clarence Budington Kelland





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