• Home
  • Temi
    • Società
    • Economia
    • Politica
    • Consumerismo
    • Lavoro
    • Sindacato
    • Costume
    • Cultura
    • Chiesa
      • Concilio Vaticano II
      • Spiritualità
      • Teologia
      • Comunità
      • Attualità
    • Aforismi
    • Poesia
    • UE
  • Pensieri e Parole
  • Podcast
  • Stampa e TV
  • L’autore
  • Contatti
  • Ultimi episodi

    • Una fede che non spiega tutto12 Luglio 2026 · 21:35
    • Chi si prende cura di chi cura28 Giugno 2026 · 25:10
    • Il rumore e la parola14 Giugno 2026 · 18:42
  • Seguimi su

  • Home
  • Temi
    • Colonna 1
      • Società
      • Economia
      • Politica
      • Consumerismo
    • Colonna 2
      • Lavoro
      • Sindacato
      • Costume
      • Cultura
    • Chiesa
      • Concilio Vaticano II
      • Spiritualità
      • Teologia
      • Comunità
      • Attualità
    • Colonna 4
      • Aforismi
      • Poesia
      • UE
  • Pensieri e Parole
  • Podcast
  • Stampa e TV
  • L’autore
  • Contatti

Il capitalismo trasforma conflitti e crisi in business. All’Europa la scelta: argine o complice.

19 Settembre 2025

Il capitalismo trasforma conflitti e crisi in business. All’Europa la scelta: argine o complice.

Viviamo in un tempo in cui il capitalismo non si limita più a dominare l’economia, la finanza e i mercati. Oggi ha messo le mani anche sulla dimensione pubblica, sullo spazio comune che dovrebbe garantire equità, giustizia e diritti.

Le guerre non sono più soltanto conflitti tra Stati o popoli: diventano strumenti per ridisegnare mappe di potere economico, per espropriare territori e trasformarli in nuove miniere di profitto.

La tragedia di Gaza non è soltanto una guerra per la sicurezza o per il controllo politico. Sempre più analisti segnalano che dietro la distruzione di interi quartieri, dietro l’espulsione sistematica di popolazioni, si cela anche l’interesse a “liberare” spazi da riconvertire in grandi affari immobiliari e turistici. L’idea di resort sulle macerie non è fantascienza, ma l’ennesima dimostrazione di come il capitalismo sappia trasformare anche la sofferenza in opportunità di investimento.

Altrove, la dinamica si ripete con altre forme. Guerre regionali e conflitti civili diventano moneta di scambio: fucili e droni forniti a milizie o governi vengono compensati con concessioni minerarie per l’estrazione di coltan, litio, terre rare. È il nuovo colonialismo, meno appariscente ma ancora più spietato: il capitale globale non ha bisogno di bandiere, gli bastano contratti capestro e governi deboli da corrompere.

Non meno pericolosa è la manipolazione delle regole commerciali. I dazi, che sulla carta dovrebbero difendere la produzione nazionale o regolare gli squilibri, vengono spesso cuciti su misura per gli interessi di pochi. L’effetto? Favorire il tempismo di grandi miliardari che comprano e investono “al momento giusto”, mentre le piccole e medie imprese restano soffocate da vincoli e instabilità.

Il capitalismo trasforma conflitti e crisi in business. All’Europa la scelta: argine o complice.

Il paradosso è evidente: da un lato un mondo senza regole per i potenti, che muovono capitali in tempo reale, che accedono a risorse, mercati e decisioni politiche senza freni; dall’altro la stragrande maggioranza della popolazione, imbrigliata in lacci e lacciuoli. Per i più, tasse, burocrazia, precarietà, diritti ridotti e salari stagnanti. Per pochi, libertà totale di accumulare ricchezza persino sulla pelle delle vittime delle guerre o sulle macerie di intere nazioni.

In questo scenario l’Europa dovrebbe essere molto più di un osservatore preoccupato. Ha la forza economica e politica per porsi come contrappeso al capitalismo predatorio globale, ma finora ha agito in modo incerto, spesso divisa al suo interno o paralizzata da interessi nazionali contrapposti.

Un’Europa coerente e unita potrebbe imporre regole chiare sulla trasparenza dei capitali, sulla responsabilità sociale delle imprese, sulla tutela dei beni comuni. Potrebbe limitare il commercio di armi legato allo sfruttamento di risorse strategiche, promuovere un modello di sviluppo basato su sostenibilità e giustizia sociale, dare voce a chi oggi non ne ha. Senza un’Europa che si assuma questo ruolo, la logica del profitto senza freni continuerà a erodere anche la stessa democrazia europea, riducendola a un guscio formale.

Non siamo più di fronte a un capitalismo “selvaggio” ma a un capitalismo “sovrano”, che decide le regole della politica, della guerra e della pace.

Se la dimensione pubblica diventa strumento di profitto, se lo spazio comune è ridotto a merce, la democrazia rischia di essere una parola vuota.

La sfida è tornare a immaginare un ordine che riporti il bene collettivo al centro, prima che anche la prossima guerra sia soltanto il preludio di un nuovo business per pochi.

Immagine nel testo: SRSG visits coltan mine in Rubaya (13406579753) di MONUSCO Photos, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

capitalismocoltandazigazaneocolonialismoterre rare
Condividi

Economia

Pietro Giordano

Potrebbe interessarti anche

La sinistra che si svuota da sola.
8 Ottobre 2025
Manifestare per Gaza sotto le bandiere della CGIL e con slogan antisemiti, mentre per l’Ucraina cala il silenzio: il cortocircuito morale della sinistra italiana
6 Ottobre 2025
Medio Oriente: pace possibile, tra realismo e responsabilità
4 Ottobre 2025

Lascia un commento


Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Ultimi episodi

    • Una fede che non spiega tutto12 Luglio 2026 · 21:35
    • Chi si prende cura di chi cura28 Giugno 2026 · 25:10
    • Il rumore e la parola14 Giugno 2026 · 18:42
  • Seguimi su

  • Iscriviti alla newsletter

    Controlla la posta (anche lo spam) per confermare l'iscrizione.

  • Tag

    alcide de gasperi amore annalisa di bella antisemitismo avvenire cattolicesimo democratico cgil cisl concilio vaticano ii democrazia dietrich bonhoeffer donald trump elly schlein fake news fede femminicidio gaza giorgia meloni giovani hamas immigrazione leadership leone xiv libertà movimento 5 stelle nato pace pacifismo papa francesco partito democratico poesia poesia romanesca populismo post-verità povertà preghiera razzismo riformismo sinodalità social network solitudine tuscia ucraina unione europea viterbo


  • Iscriviti alla newsletter

    Controlla la posta (anche lo spam) per confermare l'iscrizione.

  • Articoli recenti

    • La cura vale zero, finché non manca
      10 Ottobre 2026
    • La coscienza non si consegna a nessuno
      5 Ottobre 2026
    • Francesco ci piace, finché non ci chiede di cambiare
      2 Ottobre 2026
  • Articoli più letti

    • Giù le mani da San Paolo, il Vangelo non è propaganda da camerati
      20 Agosto 2026
    • Quando l’Europa dimentica perché è nata
      8 Agosto 2026
    • Adulti per il carcere, bambini per i social
      1 Agosto 2026

© Copyright - Pietro Giordano · Privacy Policy · Cookie Policy

Gestione del consenso

Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni sul dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o gli ID unici su questo sito.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari per lo scopo legittimo di consentire l'utilizzo di un servizio specifico espressamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o per il solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferences
The technical storage or access is necessary for the legitimate purpose of storing preferences that are not requested by the subscriber or user.
Statistiche
La memorizzazione o l'accesso tecnici utilizzati esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza una citazione, la conformità volontaria da parte del fornitore di servizi Internet, o record aggiuntivi da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate solo per questo scopo di solito non possono essere utilizzate per identificarvi.
Marketing
L'archiviazione o l'accesso tecnico sono necessari per i contenuti incorporati di terze parti (ad esempio i video di YouTube), che possono creare profili utente o tracciare la navigazione su più siti per finalità pubblicitarie e di marketing.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Vedi preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}