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Se Parigi trema e Oslo resiste: due volti dell’Europa di oggi

9 Settembre 2025

Crosetto avverte sull’instabilità francese, mentre la vittoria del centrosinistra in Norvegia offre un raro esempio di stabilità politica ed equilibrio energetico

Mentre a Parigi cade il governo Bayrou e Emmanuel Macron si trova costretto a ricostruire in fretta un fragile equilibrio, in Italia Matteo Salvini esulta: “ennesima bocciatura per Macron!”. Ma Guido Crosetto, ministro della Difesa, frena i facili entusiasmi: “L’instabilità francese può avere un impatto enorme, anche sull’Italia”.

Per Crosetto, non è questione di rivalità politica. È piuttosto la consapevolezza che l’Europa viaggia su una stessa zattera: se un grande paese come la Francia deraglia, gli effetti ricadono su tutti. “Il motivo per cui gli spread francesi non esplodono – spiega – è la protezione della Bce. Ma non esistono pasti gratis”. Una crisi politica protratta rischia di trasformarsi in una crisi finanziaria di lungo termine, in cui le banche centrali forniscono liquidità sacrificando la stabilità dei prezzi.

All’opposto della turbolenza francese, la Norvegia ha appena rinnovato la fiducia al centrosinistra di Jonas Gahr Støre. Non una vittoria schiacciante, ma sufficiente a garantire un secondo mandato. Sarà un governo ampio, con dentro anche Verdi e Socialisti, capace di offrire un segnale chiaro: continuità e stabilità politica.

Se Parigi trema e Oslo resiste: due volti dell’Europa di oggi

Il risultato ha un significato che va oltre i confini norvegesi. In un’Europa scossa dalle incertezze, Oslo mostra che è ancora possibile costruire alleanze ampie e governare con pragmatismo, bilanciando le richieste dei movimenti ecologisti con la necessità di restare un partner energetico affidabile per il continente. “La Norvegia deve restare un fornitore sicuro di energia all’Europa”, ha ricordato Støre subito dopo il voto, ribadendo che la transizione climatica non può tradursi in instabilità.

Da una parte, dunque, la Francia “italianizzata”, dove l’instabilità parlamentare mina la credibilità economica e spaventa i mercati. Dall’altra, la Norvegia socialdemocratica, che, pur tra tensioni interne, riesce a garantire una rotta di medio periodo e a rilanciare il dialogo tra forze diverse.

Il paradosso è che questi due scenari coesistono nello stesso spazio europeo. Un’Europa che, come avverte Crosetto, non può permettersi di festeggiare i fallimenti altrui: “Se Parigi piange, Roma non ride”.

La vittoria del centrosinistra norvegese offre un segnale incoraggiante: laddove si costruiscono coalizioni solide e inclusive, la politica riesce a generare stabilità. Ed è questa la moneta più preziosa oggi in Europa. La crisi francese e i sorrisi italiani non bastano: senza un quadro di fiducia comune, nessun paese è davvero al sicuro.

La lezione che viene da Oslo è chiara: serve più responsabilità, meno cinismo nazionale. L’Europa non si regge sulle cadute dei vicini, ma sulla capacità di condividere la rotta.

Immagine nel testo: Donald Tusk and Jonas Gahr Støre at the Polish KPRM (2024) di Chancellery of the Prime Minister, CC BY 3.0 pl, via Wikimedia Commons

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Pietro Giordano

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